Milano, 11 nov.
La confessione stragiudiziale di Mills appare genuina, spontanea, veridica e attendibile - scrivono i giudici -, dovendosi di contro escludere un intento autocalunniatorio o una intervenuta costrizione". Il riferimento dei giudici riguarda la lettera in cui il legale britannico confessava al suo commercialista di aver ricevuto 600 mila dollari da "Mister B (Silvio Berlusconi secondo quanto poi ricostruito dal collegio, ndr) per tenerlo fuori da un mare di guai". AGI.IT
- Il legale inglese David Mills e' stato corrotto da Silvio Berlusconi e il reato si e' consumato il 29 febbraio del 2000. Lo scrivono i giudici della Corte d'Appello di Milano nelle motivazioni alla sentenza, di 92 pagine, con cui il 27 ottobre scorso a Mills e' stata confermata la condanna a 4 anni e mezzo di reclusione per corruzione in atti giudiziari. Il compenso viene individuato dai giudici in 600mila dollari, promessi "nell'autunno del 1999", "in epoca successiva rispetto alle deposizioni testimoniali" ai processsi All Iberian e tangenti alla Gdf che vedevano il premier imputato. Il momento della consumazione viene fatto segnare pero' quando Mills "si fa intestare le quote del Torrey Global Fund". Il fatto che le testimonianza non avrebbero portato vantaggio a Berlusconi, sempre secondo i giudici non avrebbe valore: "E' necessario che la condotta sia stata semplicemente finalizzata a produrre un vantaggio indipendentemente dal fatto che questo si sia prodotto. Il fatto che Berlusconi non sia stato assolto non ha rilioevo".